Blog
Presentazioni
Configurazione ad "Omega"
Indici Teleconnettivi
Onda di Rossby
Iniziamo con oggi a parlare di aspetti meteo-climatologici molto interessanti, che pian piano inserirò e spero siano apprezzati.Non a caso ho iniziato con le Onde di Rossby:nel periodo in cui ci troviamo, quello del semestre autunno-inverno, questo fenomeno diventa abbastanza frequente sia alle alte che alle medie latitudini per l'aumento dell'energia del Vortice Polare e dei venti che spirano impetuosi al suo interno, causato dall'incedere stagionale e dai contrasti termici che iniziano ad essere importanti tra il Polo Nord e le zone temperate.Praticamente un'onda di Rossby è nient'altro che un'imponente saccatura protesa dalle latitudini polari in senso meridiano,colma d'aria fredda al suo interno,in grado di causare veri e propri sconquassi meteorologici a causa della sua diretta alimentazione polare.Ma tecnicamente il procedimento di formazione e lo sviluppo di tali fenomeni risulta più complesso.Innanzitutto occorre tener presente che alle alte latitudini dove la forza di Coriolis è minore(per la spiegazione di tale forza rinvio a studi di settore che qui non possono essere approfonditi)prevale l'azione del getto polare(il famoso jet-stream).Il jet stream o corrente a getto è un flusso d'aria di sezione relativamente piccola che fluisce velocemente e che in genere raggiunge la sua massima forza sulle linee di confine tra alte e basse pressioni.Questi impetuosi flussi d'aria si muovono in direzione generalmente meridiana, ma può accadere che essi vengano deviati nel loro cammino e risentire del movimento zonale (Ovest-Est) delle correnti. Così si generano le Onde di Rossby. Esse sono dunque delle deviazioni del flusso polare che, ad opera delle correnti zonali e dell'energia cinetica,possono raggiungere le nostre latitudini attraverso enormi saccature, ai cui bordi si collocano(lungo la direttrice di risalita delle correnti meridionali) anticicloni abbastanza strutturati che per una risposta termodinamica andranno ad interessare le latitudini sub-polari ed in alcuni casi estremi anche polari.Normalmente tali onde tendono a coricarsi lungo i paralleli e saranno quindi distese più in orizzontale che in verticale con un asse più o meno orientato ENE-WSW. Tuttavia grazie allo spostamento delle masse d’aria da ovest verso est, potranno approfondirsi ulteriormente verso sud verticalizzandosi e trasportando fronti freddi ciclonici verso latitudini normalmente temperate,causando generale maltempo,forti venti e in genere un crollo delle temperature. Successivamente il flusso tenderà a normalizzarsi e ad assumere un andamento zonato occidentale in attesa di un successivo affondo. In conclusione è bene aggiungere che molto spesso l'anticiclone generato dalla stessa deviazione del getto polare tende a tagliare l'alimentazione di aria fredda alla saccatura creatasi, facendo si che la stessa evolva in pericolosi cut-off (gocce fredde), spesso forieri di grandi precipitazioni;delle vere e proprie mine vaganti, ben potendo essere rinvigoriti dall'aggancio operato da altre saccature a carattere freddo...
Loki
Esempio di Onda di Rossby
Ponte di Weijkoff
Quest'oggi si parlerà di una configurazione(più che altro è una vera e propria figura meteorologica) molto interessante, che suscita grandi emozioni ai freddofili e notti insonni a guardare i lampioni ...beh che dire, per chi ama il gelo e la neve già solo sentir nominare questa configurazione è causa di instabilità e fibrillazione, povero chi ci sta vicino quando capita un evento del genere!A parte gli scherzi, vediamo cos'è.
Si definisce "Ponte di Weijkoff" una struttura altopressioria molto imponente, originata da un'elevazione dell'alta pressione delle azzorre con asse SW-NE, e dalla conseguente fusione della stessa con un'alta pressione termica russa, o meglio ancora, con sua maestà l'anticiclone Russo-Siberiano (definito "Orso" dagli esperti del settore). In tal modo si viene a formare un vero e proprio "ponte" altopressorio, lungo fino a centinaia di chilometri, con radici nelle calde azzorre, cime nella gelida siberia e busto nel cuore del continente, volendo utilizzare una similitudine vegetale .In conseguenza di questo grande ponte, le masse d'aria gelida presenti sia in quota che al suolo nel frigorifero russo vengono proiettate(per una risposta ispirata al III principio della dinamica "ad ogni azione corrisponde una reazione") verso SW, poichè il Ponte si spinge verso NE.In tali casi è del tutto normale che le zone balcaniche e quelle mediterranee sperimentino grandi ondate di gelo, e anche di neve, poichè in genere le masse d'aria gelida vengono trasportate oltre che al suolo anche mediante la retrogressione(NE-SW) di noccioli freddi derivanti direttamente dal Vortice Polare siberiano, che andando ad interagire con il "mare nostrum", più temperato, danno vita a precipitazioni talora anche consistenti(salvo poi cedere ai richiami sciroccali che si originano di lì a poco ), nevose anche a quote di pianura su tutto lo stivale. Privilegiate in queste situazioni risultano essere le regioni meridionali e quelle del medio-basso adriatico,ma successivamente (in seguito ai richiami sciroccali sopra citati) balzerebbero in pole position le regioni del nord, potendo contare su un grande catino gelido come la Val Padana.
Questa struttura, nei casi più importanti può dare origine al famosissimo vento gelido siberiano, proveniente direttamente dalle steppe: il "Burian", quasi una leggenda per i meteofili più appassionati.C'è da dire però che tali configurazioni risulatno abbastanza rare, e avvengono in tutta la loro potenza soltanto a distanza di anni l'una dall'altra..dai 5 ai 20 anni giusto per dare dei numeri..con questo concludo, con l'augurio di vedere un "Ponte di Weijkoff" ben organizzato il più presto possibile! saluti
Loki
Esempio di ponte







