Blog

Presentazioni

Eccomi dopo tanto tempo a cimentarmi nella scienza che in assoluto amo di più: la meteorologia. Era parecchio che non scrivevo un articolo al riguardo e ciò a causa della mancanza di tempo, non certo della passione!! Ogni qualvolta leggerete miei articoli, noterete che assai raramente avranno scopi didattici, perchè quel che più mi piace fare, è trattare la meteorologia nel suo campo più affascinante: la previsione. Ed è proprio da qui che oggi voglio partire: per l'ennesima volta, l'Italia -e non solo- si appresta ad entrare in un periodo caratterizzato da freddissime correnti artiche, che da qui a 72h valicheranno prepotentemente le Alpi, dando inizio all'ennesima sferzata della stagione, una stagione che quest'anno non fa altro che stupire per la sua dinamicità e per i record ripetutamente battuti in giro per l'emisfero nord. Sono convinto che già dopo queste prime righe, alcuni lettori saranno in disaccordo con le mie parole, quindi tengo a precisare che la mia visione della meteo è assai ampia e non riguarda solo "l'orticello italico", ma bensì l'intero emisfero boreale, polo incluso. "Orticellisticamente" parlando, molti di noi quest'anno stanno vivendo un trimestre freddo assai deludente; sentono continuamente parlare di record di freddo e di neve battuti a destra e a manca, poi, si affacciano alla finestra e magari vedono l'ennesima splendida giornata di sole, con temperature sopra la norma e con tutta l'impressione che la primavera sia alle porte. Bhe, purtroppo questa è l'altra faccia della medaglia ed è inevitabile. Se però ognuno di noi si soffermasse a guardare la situazione reale che interessa quasi mezzo mondo, capirebbe che la sua è solo sfortuna e che questo inverno sta mostrando potenzialità inusitate e le mostrerà ancora in futuro. Vorrei già esporre adesso tutte le variabili che mi portano ad usare certi aggettivi all'apparenza esagerati, ma finirei per scrivere un articolo talmente lungo che nessuno arriverebbe alla fine, per cui queste prime righe consideratele una presentazione, soprattutto per chi ancora non mi conosce bene. Aggiungo un'ultima cosa per concludere: è appena iniziato l'ultimo mese di questa stagione invernale e i primi due già ci hanno mostrato che questo inverno, di per sè, è di gran lunga "superiore alla norma"; non posso assolutamente dire se quest'ultimo mese regalerà all'Italia, ed in particolare alle zone della penisola che hanno vissuto questi primi due mesi nel limbo, episodi freddi o comunque notevoli, posso però dirvi con assoluta certezza che anche in febbraio e parte di marzo l'inverno mostrerà i denti e le unghie e la primavera, ad oggi ce la dobbiamo scordare tutti quanti!

Configurazione ad "Omega"

Salve a tutti, oggi parliamo di una configurazione cui spesso si accenna e che risulta intrigante ed ambivalente. Ambivalente nel senso che essa può presentarsi tanto in Estate quanto in Inverno. Si ha nella forma base ad Omega e nella forma ad Omega rovesciato. Essa prende il nome dalla disposizione dell'impianto barico(cioè delle principali figure di pressione), la quale ricorda per l'appunto la lettera dell'alafabeto greco e consta di due profonde saccature, una atalntica ed una artica, che giacciono ai lati di un promontorio anticiclonico(nel caso dell'Italia sarà di origine sub-tropicale). Tutto questo impianto da origine ad una situazione tale da restare invariata per parecchi giorni e portare diffuso maltempo nelle zone interessate dalle saccature; sarà causa invece di grandi periodi secchi e(d'Estate) di grandi ondate di caldo ed afa nella zona altopressoria. Costituisce sicuramente un evento estremo, in considerazione degli eccessi che si verificano all'interno delle due zone bariche. Nella fattispecie concreta, per fornire un esempio calzante, analizzeremo il caso dell'Italia: troveremo un campo anticiclonico ben strutturato a tutte le quote proprio sul nostro paese;una saccatura di origine nord-atlantica sulla Penisola Iberica; una saccatura artica sul comparto balcanico. Analizzata la situazione e detto che può protrarsi per più giorni, restano da vedere le possibili vie d'uscita, che sono due: 1)l'intero impianto barico trasla verso est, normale se si considera che nel nostro emisfero il regime delle correnti atmosferiche è ovest-est(moto zonale); 2)l'anticiclone dovrà tagliare l'alimentazione ad una delle due saccature, facendola evolvere in cut-off. Caso opposto è quello di "Omega rovesciato": in questo caso si avranno due figure anticicloniche dinamiche in spinta verso nord, una azzorriana ed una d'origine nord-Africana, ed una saccatura (Onda di Rossby) molto profonda nel mezzo. Le vie d'uscita restano quelle analizzate in precedenza. Concludo dandovi appuntamento al prossimo articolo. Saluti Loki

Indici Teleconnettivi

Oggi mi propongo di inserire quanto più sinteticamente possibile tutti i più importanti indici teleconnettivi, che spesso troviamo citati in articoli sul web o da esperti in materia meteorologica. Ecco appunto da esperti, non aspettatevi che Giuliacci(tanto per dirne uno) vada a citare un indice teleconnettivo come spiegazione di un evento meteorologico perchè esulerebbe dal suo compito di fornire una previsione accessibile a tutti. Fatta questa breve ma significativa digressione su quanto siate privilegiati non a leggere questo post, ma soltanto già ad averlo aperto, perchè ciò significa un profondo interesse per questa bellissima disciplina. Dunque, cosa si intende per "teleconnessione"? Lo studio delle dinamiche atmosferiche ha portato all'elaborazione di alcuni "Pattern" (o modelli o indici). Essi non sono altro che configurazioni bariche(e dirimpetto termiche)che si ripetono nel tempo ed hanno durata variabile: possono durare alcuni giorni come potrebbero caratterizzare una stagione(anomalie positive o negative, bariche e termiche).Questi "pattern", definiti per brevità TLC index, si dividono in troposferici, oceanici e stratosferici. Eccone l'analisi dettagliata. 1)"Index" Troposferici: a)NAO b)AO c)NAM d)SCAND e)EA f)PNA g)ITCZ h)MJO.Per motivi di brevità e concisione, verranno illustrati soltanto i più importanti.Cominciamo: a)North atlantic oscillation. Misura la differenza di pressione atmosferica tra le alte e le basse latitudini: la fase positiva(NAO+) si propone con una profonda depressione islandese e un altrettanto forte anticiclone sub-tropicale oceanico. La forte differenza pressoria (gradiente) provoca un'accelerazione della corrente a getto con le perturbazioni atlantiche che colpiscono il nord europa favorendovi inverni miti e piovosi, mentre sull'Europa centro-meridionale il clima è caldo e secco poichè sotto influenza anticiclonica subtropicale;la fase negativa(NAO-) viceversa vede le due figure antagoniste indebolirsi. Il gradiente pressorio si attenua e la corrente a getto rallenta. Ne derivano ondulazioni (onde atmosferiche di Rossby) più accentuate con possibili blocking atlantici. In particolare la fase negativa prevede un abbassamento del flusso atlantico con tempo più freddo e piovoso sull'Europa centro-meridionale, freddo ma secco sul nord Europa. b)Artic oscillation. Misura la potenza del vortice polare in sede artica:la fase positiva(AO+) inquadra un VP molto forte, con scambi termici meridiani blandi o assenti;la fase negativa(AO-) prevede al contrario un VP molto debole unitamente ad anomalie negative di pressione alle medie latitudini frutto di scambi meridani molto marcati. *N.B. A volte capita addirittura che il VP vada incontro ad una vera e propria scissione (detta split) con la formazione di un anticiclone polare invernale. Normalmente ciò avviene in conseguenza di particolari eventi stratosferici denominati stratwarming (riscaldamenti invernali anomali della statosfera). I lobi distinti del VP collassato scivolano dunque verso le medie latitudini arrecandovi notevoli ondate di gelo. c)North Anular Mode.Indica la potenza del vortice polare a tutte le quote,ed è strettamente connesso con l'AO. d)Scandinavian pattern. La fase positiva(SCAND+) prevede la formazione di un forte anticiclone dinamico sulla Scandinavia, quella negativa(SCAND-) di una depressione. Questo pattern ha un notevole ruolo nel clima europeo poichè in fase positiva può dirottare aria gelida continentale verso il comparto mediterraneo, soprattutto se abbinato ad un EA-. e)East atlantic. La fase positiva(EA+) prevede l'instaurarsi di una depressione sulle Isole Britanniche con una fascia anticiclonica che abbraccia invece il Mediterraneo e l'Italia, quella negativa(EA-) vede la presenza di un anticiclone dinamico sulle stesse zone il che spesso produce la formazione di gocce fredde in sede mediterranea. g)InterTropical Convergence Zone.E' un index non molto conosciuto,ma molto importante sebbene complesso.Proverò comunque ad enuclearne il senso.. una ITCZ posizionata eccessivamente verso nord predispone ad una maggiore espansione degli anticicloni subtropicali e in particolare dell'anticiclone africano verso il bacino del Mediterraneo e l'Europa centro-meridionale. 2)Index oceanici: a)AMO b)ENSO c)PDO. a)Atlantic Multidecadal Oscillation.La fase positiva(AMO+) prevede SST (sea surface temperature, ovvero temperature della superficie del mare) più alte del normale sul medio Atlantico al largo delle coste europee, viceversa quella negativa(AMO-). Dal 1995 sperimentiamo una fase positiva continua di tale indice, con conseguente calo delle perturbazioni atlantiche a moto zonale, e aumento dei movimenti anti-zonali(retrogressioni est-ovest). b)El Nino Southern oscillation. Dipende dalla presenza di acque più calde (Nino) o più fredde (Nina) al largo delle coste pacifiche.Ciò ha influenze sul clima europeo nell'arco di 5-6 mesi dal suo verificarsi.In particolare in caso di Nina strong l'inverno può rivelarsi asciutto a causa dell'ingerenza anticiclonica azzorriana sul Mediterraneo centro-occidentale. In caso di Nino strong è l'estate che viene manipolata. Sono infatti stimolati ad allungarsi verso nord gli anticicloni subtropicali e in particolare quello nord-africano. 3)Index stratosferici: QBO, "Quasi Biennal Oscillation". E' l'unica oscillazione stratosferica e prevede fasi pressochè biennali (24-36 mesi) che si riferiscono alla direzione di provenienza dei venti stratosferici equatoriali. Una fase positiva(QBO+) indica venti occidentali, una fase negativa venti orientali(QBO-). Questi i più importanti indici teleconnettivi che ad oggi sono in uso, al fine di una completa conoscenza di ciò che leggiamo e di una piena consapevolezza di ciò che accade...saluti Loki

Onda di Rossby

Iniziamo con oggi a parlare di aspetti meteo-climatologici molto interessanti, che pian piano inserirò e spero siano apprezzati.Non a caso ho iniziato con le Onde di Rossby:nel periodo in cui ci troviamo, quello del semestre autunno-inverno, questo fenomeno diventa abbastanza frequente sia alle alte che alle medie latitudini per l'aumento dell'energia del Vortice Polare e dei venti che spirano impetuosi al suo interno, causato dall'incedere stagionale e dai contrasti termici che iniziano ad essere importanti tra il Polo Nord e le zone temperate.Praticamente un'onda di Rossby è nient'altro che un'imponente saccatura protesa dalle latitudini polari in senso meridiano,colma d'aria fredda al suo interno,in grado di causare veri e propri sconquassi meteorologici a causa della sua diretta alimentazione polare.Ma tecnicamente il procedimento di formazione e lo sviluppo di tali fenomeni risulta più complesso.Innanzitutto occorre tener presente che alle alte latitudini dove la forza di Coriolis è minore(per la spiegazione di tale forza rinvio a studi di settore che qui non possono essere approfonditi)prevale l'azione del getto polare(il famoso jet-stream).Il jet stream o corrente a getto è un flusso d'aria di sezione relativamente piccola che fluisce velocemente e che in genere raggiunge la sua massima forza sulle linee di confine tra alte e basse pressioni.Questi impetuosi flussi d'aria si muovono in direzione generalmente meridiana, ma può accadere che essi vengano deviati nel loro cammino e risentire del movimento zonale (Ovest-Est) delle correnti. Così si generano le Onde di Rossby. Esse sono dunque delle deviazioni del flusso polare che, ad opera delle correnti zonali e dell'energia cinetica,possono raggiungere le nostre latitudini attraverso enormi saccature, ai cui bordi si collocano(lungo la direttrice di risalita delle correnti meridionali) anticicloni abbastanza strutturati che per una risposta termodinamica andranno ad interessare le latitudini sub-polari ed in alcuni casi estremi anche polari.Normalmente tali onde tendono a coricarsi lungo i paralleli e saranno quindi distese più in orizzontale che in verticale con un asse più o meno orientato ENE-WSW. Tuttavia grazie allo spostamento delle masse d’aria da ovest verso est, potranno approfondirsi ulteriormente verso sud verticalizzandosi e trasportando fronti freddi ciclonici verso latitudini normalmente temperate,causando generale maltempo,forti venti e in genere un crollo delle temperature. Successivamente il flusso tenderà a normalizzarsi e ad assumere un andamento zonato occidentale in attesa di un successivo affondo. In conclusione è bene aggiungere che molto spesso l'anticiclone generato dalla stessa deviazione del getto polare tende a tagliare l'alimentazione di aria fredda alla saccatura creatasi, facendo si che la stessa evolva in pericolosi cut-off (gocce fredde), spesso forieri di grandi precipitazioni;delle vere e proprie mine vaganti, ben potendo essere rinvigoriti dall'aggancio operato da altre saccature a carattere freddo...

Loki

Esempio di Onda di Rossby

Ponte di Weijkoff

Quest'oggi si parlerà di una configurazione(più che altro è una vera e propria figura meteorologica) molto interessante, che suscita grandi emozioni ai freddofili e notti insonni a guardare i lampioni ...beh che dire, per chi ama il gelo e la neve già solo sentir nominare questa configurazione è causa di instabilità e fibrillazione, povero chi ci sta vicino quando capita un evento del genere!A parte gli scherzi, vediamo cos'è.


Si definisce "Ponte di Weijkoff" una struttura altopressioria molto imponente, originata da un'elevazione dell'alta pressione delle azzorre con asse SW-NE, e dalla conseguente fusione della stessa con un'alta pressione termica russa, o meglio ancora, con sua maestà l'anticiclone Russo-Siberiano (definito "Orso" dagli esperti del settore). In tal modo si viene a formare un vero e proprio "ponte" altopressorio, lungo fino a centinaia di chilometri, con radici nelle calde azzorre, cime nella gelida siberia e busto nel cuore del continente, volendo utilizzare una similitudine vegetale .In conseguenza di questo grande ponte, le masse d'aria gelida presenti sia in quota che al suolo nel frigorifero russo vengono proiettate(per una risposta ispirata al III principio della dinamica "ad ogni azione corrisponde una reazione") verso SW, poichè il Ponte si spinge verso NE.In tali casi è del tutto normale che le zone balcaniche e quelle mediterranee sperimentino grandi ondate di gelo, e anche di neve, poichè in genere le masse d'aria gelida vengono trasportate oltre che al suolo anche mediante la retrogressione(NE-SW) di noccioli freddi derivanti direttamente dal Vortice Polare siberiano, che andando ad interagire con il "mare nostrum", più temperato, danno vita a precipitazioni talora anche consistenti(salvo poi cedere ai richiami sciroccali che si originano di lì a poco ), nevose anche a quote di pianura su tutto lo stivale. Privilegiate in queste situazioni risultano essere le regioni meridionali e quelle del medio-basso adriatico,ma successivamente (in seguito ai richiami sciroccali sopra citati) balzerebbero in pole position le regioni del nord, potendo contare su un grande catino gelido come la Val Padana.

Questa struttura, nei casi più importanti può dare origine al famosissimo vento gelido siberiano, proveniente direttamente dalle steppe: il "Burian", quasi una leggenda per i meteofili più appassionati.C'è da dire però che tali configurazioni risulatno abbastanza rare, e avvengono in tutta la loro potenza soltanto a distanza di anni l'una dall'altra..dai 5 ai 20 anni giusto per dare dei numeri..con questo concludo, con l'augurio di vedere un "Ponte di Weijkoff" ben organizzato il più presto possibile! saluti
Loki

Esempio di ponte

Condivisione

Pubblicità